Come allestire una Grow Box

Per informazioni, chiarimenti o preventivi non esitate a contattare la nostra assistenza clienti telefonica, il nostro staff è pronto a rispondere a tutte le vostre domande senza obbligo di acquisto.

Negli ultimi anni le coltivazioni indoor stanno diventando sempre più popolari nel nostro Paese, sia per gli amanti di piante ornamentali, peperoncini, fiori o piante grasse. Soprattutto dopo l’avvento della cannabis sativa light legale nel mercato italiano le in Grow Box hanno subito un boom di interesse.

In questa guida troverete tutte le indicazioni per allestire una Grow Box di piccole e medie dimensioni in grado di darvi eccellenti risultati in termini di rendimento delle vostre colture.

Come primo punto c’è da capire quali sono i fattori principali da controllare affinché la Grow Room sia efficiente ed efficace. Le condizioni ambientali ottimali si creano prestando particolare attenzione ai seguenti punti:

  1. Sistema di illuminazione
  2. Controllo della temperatura e dell’umidità interna
  3. Sistema di ventilazione e areazione

1. Sistema di Illuminazione

Adottare un adeguato kit di illuminazione artificiale è fondamentale per ricreare il giusto ambiente di coltivazione indoor per le piante. Queste luci, infatti, sostituiscono l’azione solare, essenziale per lo sviluppo della fotosintesi clorofilliana di ogni tipo di pianta.

La scelta del miglior sistema di illuminazione e del voltaggio necessario si basa essenzialmente sulla dimensione della grow box.

Esistono diversi tipi di kit per l’illuminazione indoor:

  • Lampade Fluorescenti CFL (6500°K per fase di fioritura, 2700°K minimo per fase di crescita)
  • Lampade o bulbi a scarica MH (per le fasi di germinazione e vegetativa) –HPS (per a fase di fioritura)
  • Lampade o bulbi AGRO (hanno entrambi gli spettri di luci e quindi sono adatte sia alla fase vegetativa sia a quella di fioritura)
  • Lampade a LED

Le lampade CFL esistono di diversi voltaggi, da 100W fino a 250W, sono sicuramente più semplici da installare rispetto alle lampade a scarica in quanto sono collegabili direttamente alle normali prese di corrente casalinghe.
Sono lampade dai prezzi contenuti ma dalla ridotta efficienza se comparate con bulbi MH-HPS o lampade LED. Possono comunque risultare una buona opzione per chi è alle prime armi o per chi non ha grandi budget da poter spendere. E' necessario ricordare che per ottenere un raccolto rigoglioso, con l'utilizzo di queste lampade, è consigliato l'utilizzo di bulbi da 6500°K per la fase vegetativa e di crescita e bulbi da 2700°K per la fase di fioritura.
In casi estremi è possibile utilizzare anche una sola lampada per entrambe le fasi avendo cura di abbassarla con l'utilizzo delle carrucole in maniera da farla avvicina alla pianta fino ad un massimo di 50/60 cm. durante la fase di fioritura.

Le lampade a scarica come descritto possono essere MH (formata da idruri metallici) o HPS (High Pressure Sodium).
Le prime sono più adatte alla fase di germinazione e alla fase vegetativa delle piante in quanto producono una luce fredda e bluastra; le seconde invece, producendo uno spettro di luce rossastro, sono più adatte alla fase di fioritura delle piante.

Le lampade Agro sono sempre delle lampade a scarica in grado di produrre un doppio spettro di luce adatto ad entrambe le fasi di coltivazione: vegetativa e di fioritura.
Questo tipo di lampade hanno costi certamente abbordabili ma richiedono anche l’utilizzo di ballast elettronici, ovvero di alimentatori in grado di connettere le lampade a scarica alla presa elettrica 220V.
Di solito questi apparecchi sono dimmerabili, nella maggior parte dei casi, e sono quindi utili per regolare la potenza di illuminazione delle lampade.

E’ importante ricordare che le lampade a scarica producono un elevato calore che ovviamente inciderà sia sui livelli di temperatura interna (il che richiederà un sistema di areazione e ventilazione adeguato) sia sui livelli di umidità (il che comporterà l’utilizzo di appositi sistemi di umidificazione e dumidificazione), inoltre è opportuno dotarsi di carrucole per la regolazione dei riflettori, i quali sono altrettanto fondamentali in quanto supportano l’azione dei bulbi irradiando la luce prodotta e dissipando il calore nei metri quadri circostanti.

Le lampade a LED invece sono le migliori in termini di risparmio energetico, non emettono un eccessivo calore e non richiedono alcun alimentatore né riflettore, possono infatti essere collegate direttamente alla presa di corrente 220V e sono modulati per riprodurre entrambe gli spettri di luce necessari per la fase vegetativa e di fioritura delle piante.
L’unico aspetto negativo è l’elevato costo di questi kit di illuminazione. Ricordiamo che le lampade LED per funzionare in maniera efficiente dovranno essere posizionate ad una distanza di circa 50-60 cm dalle colture.

Una volta scelto il vostro sistema di illuminazione il secondo passo è quello di decidere il voltaggio necessario. Queste scelte vanno affrontate in base alla metratura quadrata e all’altezza dell’ambiente di coltivazione indoor. Per grow box classiche di dimensioni 60x60x150 le lampade più idonee sono quelle da 400W che andranno installate con idoneo riflettore e carrucole nel caso si siano scelti bulbi CFL o MH-HPS o Agro, nel caso si siano scelti kit di illuminazione Led il riflettore non sarà necessario.
Per Grow Box più grandi si consiglia l'utilizzo di lampade da 600W o doppi kit di illuminazione da 250W.

E’ importante ricordare che ogni bulbo a scarica, se si utilizza questo tipo di kit di illuminazione, necessita di apposito alimentatore o ballast, preferibilmente elettronico e dimmerabile, per essere connessa ad una presa 220V.

L’affidabilità degli alimentatori è di cruciale importanza per la sicurezza del vostro impianto, per cui suggeriamo vivamente di non lesinare su l’acquisto di ballast elettronici, scegliendo quelli di marche più affidabili e posizionandoli con il “Top side” sempre rivolto verso l’alto avendo cura di porli il più lontano possibile da fonti di umidità.

In fine suggeriamo di utilizzare solo cavi elettrici per l’alta tensione in silicone sia per il collegamento dell’alimentatore al riflettore sia per il suo collegamento alla presa elettrica.

Un accessorio molto utile per la gestione del sistema di illuminazione è il Timer, che può essere analogico o digitale, e serve a temporizzare automaticamente l’accensione e lo spegnimento delle lampade.

Un consiglio utile, soprattutto per la coltivazione di cannabis sativa light, riguarda i tempi di luce e di buio che le piante necessitano: approssimativamente 10/12 ore di luce durante la fase vegetativa e 15/18 ore di luce durante la fase della fioritura.

2. Controllo Temperatura e Umidità Interna

Il controllo dei parametri ambientali all’interno della grow box è essenziale per garantire condizioni ottimali per il metabolismo delle piante. E' dunque altamente consigliabile a questo proposito dotarsi di un termoigrometro o di una centralina di controllo.

La temperatura nelle grow box non dovrebbe mai superare i 35°C in quanto temperature superiori farebbero soffrire troppo le vostre colture le quali rischierebbero un blocco, una crescita non regolare o addirittura una necrosi irreversibile.

Una elevata umidità nella grow box è di estrema importanza soprattutto in fase vegetativa, dove le piante necessitano di un ambiente umido per svilupparsi correttamente nei primi stadi di crescita. Questa necessità di umidità diminuisce in fase di fioritura, dove la pianta predilige un ambiente più asciutto.

Come parametro di riferimento potete considerare che se durante il periodo di luce (con elevato calore prodotto dai bulbi a scarica) la percentuale di umidità nell'aria scende sotto il 60% occorre prendere provvedimenti. Un rimedio a costo zero, ma sicuramente meno efficace, è quello di installare vasche d’acqua all’intero della grow box che tenderanno ad evaporare con l’aumento delle temperature, producendo vapore acqueo e quindi umidità necessaria all'ambiente di coltivazione.

Un suggerimento di più certa professionalità è però quello di dotarsi di un impianto di umidificazione e deumidificazione che può essere programmato o collegato a delle centraline per il controllo o a semplici Timer dotati di termoigrometro, strumento necessario per misurare i valori di temperatura minima e massima e i livelli di umidità.

Il sistema di areazione di una grow box, di cui parleremo più dettagliatamente nel prossimo capitolo, è estremamente correlato al controllo della temperatura e dell’umidità in quanto consente di far circolare e di far raffreddare l’aria all’interno della grow box, intaccando e alterando di conseguenza anche i livelli di temperatura e umidità.

3. Sistema di Ventilazione e Areazione

I sistemi di areazione nelle coltivazioni indoor servono a dissipare il calore prodotto dalle lampade e dall’azione della fotosintesi clorofilliana delle piante. Questi impianti sono generalmente composti da 3 componenti fondamentali: un motore di immissione dell’aria all’interno dell’ambiente di coltivazione, una condotta tubo aluflex connessa ad un motore di espulsione dell’aria verso l’esterno.

In aggiunta è altamente raccomandato l’utilizzo di filtri ai carboni attivi per filtrare l’aria in uscita dall’ambiente di coltivazione.

Una corretta areazione all’interno delle grow box garantirà un adeguato bilanciamento tra la presenza di ossigeno e di anidride carbonica e aiuterà ad evitare la proliferazione di agenti dannosi per le piante, quali parassiti o muffe, che si sviluppano prevalentemente in ambienti con una eccessiva umidità e temperature elevate.

Per ottenere un corretto ambiente di coltivazione l’aria dovrebbe essere sostituita ogni 3/5 minuti per mantenere ottimali i livelli di temperatura e umidità e per far in modo che le colture abbiano sempre sufficienti livelli di CO2 per il processo di fotosintesi; l’assorbimento del carbonio presente nell’anidride carbonica, infatti, innesca il ciclo per la produzione di nuova materia organica.

Disponendo sempre di corretti livelli di CO2, temperatura e umidità la resa delle vostre colture sarà massima con una fase di crescita e fioritura esplosiva.

Questi aspetti sono facilmente coadiuvati dall’utilizzo di centraline di controllo o di appositi timer per l’accensione e lo spegnimento controllato del sistema di areazione e ventilazione.

E’ importante ricordare che la ventola di immissione dell’aria (aria fresca dall’esterno verso l’interno) dovrà essere posizionata all'apposita presa d’aria predisposte vicino al livello di terra della grow box, mentre il condotto di areazione con il motore di espulsione dell’aria (aria calda dall’interno verso l’esterno) dovrà essere posizionato vicino al soffitto, in prossimità di ventilatori e del kit di illuminazione, e dovrà ovviamente essere collegato ad una condotta aluflex di uscita collegata a sua volta ad uno uno sbocco di uscita in una apposita presa d’aria nel muro o in una finestra nelle vicinanze della grow box.

La tipologia di motori o aspiratori da utilizzare varia a seconda della grandezza e della portata d’aria della grow box. La formula per calcolare l’aspiratore con a giusta portata d’aria è la seguente:

H (altezza) x L (larghezza) x P (profondità) x 75 = Portata necessaria dell’Estrattore d’aria

Oggi sul mercato si trovano differenti tipologie di aspiratori:

a) Assiali

b) Ecoidali

c) Radiali

Gli aspiratori Assiali, detti anche “in linea”, sono installabili direttamente nelle condotte e sono adatti sia all’immissione che all’estrazione dell’aria. Non sono consigliati per il trasporto d’aria all’interno di lunghe condotte perché non sviluppano una potenza sufficiente. Sono tendenzialmente economici e a basso consumo.

Gli aspiratori Ecoidali possono invece muovere grandi volumi d’aria a bassa pressione e sono indicati per muovere grandi quantità d’aria senza passare necessariamente attraverso una condotta. Hanno una elevata capacità di estrazione e si trovano generalmente sul mercato a prezzi medi.

Gli aspiratori Radiali, detti anche “centrifughi”, servono a muovere bassi volumi d’aria ad alta pressione e sono pertanto indicati al trasporto d’aria nelle condotte anche di lunghe dimensioni.

Sono di solito tra i più costosi in commercio, generalmente di alta qualità e con una elevata potenza di estrazione.

Oltre ai motori di immissione ed estrazione dell’aria è di fondamentale importanza dotarsi anche di ventilatori all’interno dell’ambiente di coltivazione, necessari al regolare spostamento dei flussi d’aria all’interno della grow room. Ne serviranno almeno 1 da 30W ogni 7/8 mq.

Seguendo la nostra guida non avrete problemi nell’allestire una corretta grow box per coltivare al meglio le vostre piante preferite. 

Inoltre non esitate a contattarci per ogni vostro dubbio o necessità in merito, o per un preventivo di allestimento gratuito.

Non dimenticate di dare una occhiata al nostro sito www.canapaweb.it dove troverete ogni tipo di attrezzatura per le coltivazioni indoor ai prezzi più bassi del web.

Se non trovi il prodotto che stavi cercando sul nostro sito inviaci una richiesta e ti risponderemo il più presto possibile cercando di accontentare tutte le tue esigenze.

Se questo articolo ti è piaciuto o ti stato utile lasciaci un commento nel nostro blog e metti un Like alla nostra pagina facebook, te ne siamo grati.

Verdi Saluti

Lo Staff di CanapaW